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l'immaginazione AL PODERE

di RANX (20/06/2007 - 01:06) |

L'Immaginazione al podere. Che cosa resta delle eresie psichedeliche
a cura di 
Antonio Castronuovo
e Walter Catalano
Eretica - Stampa Alternativa
pag. 188
Euro 10,00



L'Immaginazione al podere.
Che cosa resta delle eresie psichedeliche
a cura di Antonio Castronuovo e Walter Catalano


Che fine ha fatto la generazione che ha vissuto la rivoluzione psichedelica? Una domanda a cui risponde “L’immaginazione al podere. Che cosa resta delle eresie psichedeliche” a cura di Antonio Castronuovo e Walter Catalano. Il titolo, già di per sé, dice tutto. Il podere ha preso il posto del potere. Da tempo. 
Sono infatti passati oltre quarant’anni dal viaggio coast to coast  nell’estate del 1964 del Magic Bus di Ken Kesey (l’autore di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”), evento che ha segnato la fine dell’era beat e la nascita della psichedelia. Equipaggiato con un bidone di aranciata corretta da acido lisergico, il Magic Bus - omaggiato nel 1967 dai Beatles, nel loro crepuscolare Magical Mistery Tour e dagli Who che lo mettono addirittura in copertina - è il primo di una lunga serie di viaggi, più o meno lisergici, intrapresi da hippies, figli dei fiori, artisti, psiconauti, freaks e nobili alfieri della controcultura occidentale, da Timothy Leary a Aldous Huxley. Migrazioni che avrebbero dovuto aprire le porte a una nuova percezione. Ma, alla fine, i nostri più che gli stati di coscienza hanno finito per espandere portafogli, proprietà o marchi commerciali. 
I sopravvissuti della stagione dell’acido hanno messo su radio, ristoranti, wine bar, agriturismi, più o meno spiritualisti o salutisti. O sono finiti per fare affari nel supermarket mistico della New Age. Per non parlare di quella frangia di alternativi che, pur profondamente immersi nella cultura americana underground degli anni 60-70, sono diventati paladini della new economy e hanno fatto carriera e che carriera. Basti pensare, come rammenta Stefano Boninsegni nel saggio “Psichedelismo e individualismo negli Stati Uniti”, alla leggendaria figura di Steve Jobs, appassionato di India e di miti psichedelici, che all’età di ventun’anni montò il primo pc e fondò la Apple. D’altronde, a pensarci bene, la comunicazione elettronica non è forse una comunicazione liberata dal corpo? Fatto sta che gli eredi di quella avanguardia li troviamo oggi seduti nei consigli di amministrazione delle multinazionali hi-tech o a consigliare formaggi di fossa e marmellate bio in qualche sperduto buen retiro. 

A dire il vero, non è questo il punto. Il libro non ha nessun intento moralistico, nostalgico o apologetico; semmai il suo obiettivo è quello di fissare, attraverso il contributo di qualificati esperti e ricercatori, i contorni storici, culturali, filosofici e artistici di una scena che propugnava per ogni essere umano il diritto di gestire in proprio sistema nervoso e di alterare la propria coscienza. Una scena che esaltava la possibilità per l’umanità di giungere a un rapporto meno conflittuale con la propria psiche, i propri simili e con la natura. Una ricerca che ha pervaso da sempre tutto l’Occidente. 

Il risultato è un piano di lettura, a più livelli, che fa emergere in tutta la complessità un movimento che si buon definire, come ha scritto Matteo Guarnaccia (un maestro della psichedelia internazionale) nell’introduzione a Kaleidoscope – Suoni e visioni della psichedelia (Comune di Carpi, 2004), una delle ultime utopie collettiviste del secolo scorso.

Tag: immaginazione,politica,PSICHEDELIA

l'immaginazione al...

di RANX (20/06/2007 - 01:02) |




Che cosa vuol dire oggi aprire gli occhi? Che cosa vediamo? Io credo questo: un appiattimento, un'omologazione totale dei linguaggi e dei comportamenti, un dilagare di bruttezza e di indifferenza travestite da glamour e da moda, un proliferare di merci indistinguibili su un nastro scorrevole grande quanto il mondo, in un continuo presente senza futuro, tranne il futuro di questo presente. In generale, un ottundimento morale ed estetico che favorisce ovviamente la passività politica, e che coinvolge la classe politica nel suo insieme: a smentire il nostro presunto bipolarismo, le parti politiche appaiono spesso oggi indistinguibili, in concorrenza tra loro (come si dice del mercato) più che in alternativa, rivali nel packaging delle idee piuttosto che portatrici di una diversa visione del mondo, di una diversa immaginazione. Del resto, pare che ragionino così: se le nostre idee non vendono (lo dicono i sondaggi) cambiamole, adottiamone una che vada incontro ai desideri della gente ("facci sognare!").

In generale, se riusciamo ad aprire gli occhi - il che non è scontato - ci rendiamo conto del generale stato di anestesia (che è il contrario di estetica) in cui versiamo; indifferenza non solo alla cultura, termine ormai sospetto ai più, ma alla bellezza e bruttezza.
Eppure, come ha scritto il post-psicanalista James Hillman, "se i cittadini si rendessero conto della loro fame di bellezza, ci sarebbe ribellione per le strade". Non è forse questa la cifra della rivolta delle banlieue, o di quell'inferno che prima o poi salirà fino a noi borghesi, come profetizzava Pasolini? Abbiamo rimosso molte parole - "comunismo", "lotta di classe", ora anche "sinistra" - eppure la rabbia, la conflittualità e le esclusioni aumentano, ma ci priviamo di strumenti per analizzarle, di occhi per descriverle. Forse la nuova lotta di classe non avverrà solo per le risorse primordiali di vita, ma per la bellezza, perché il risveglio della capacità di dare risposte estetiche è tutt'uno con quella di dare risposte politiche: come scriveva Edwaid Said, "un'intifada dell'immaginazione".

Ma intellettuali, scrittori, cineasti, sono ancora capaci di aprire gli occhi? La spettacolarizzazione di festival e notti bianche culturali non compensa il dominio di storie rassicuranti e idiote, di prodotti seriali e televisivi. Per ogni Saviano o Wu Ming o De Cataldo, se entrate in una libreria trovate torri, dall'ingresso alla cassa, di libri di intrattenitori televisivi, o di fabbricanti americani di trame. Avete provato a cercare un Calvino, o un Manganelli, o un poeta? (Perfino Gregory Corso, il grande beat, è introvabile). E si possono raccontare tanti aneddoti sul livore del pubblico, soprattutto giovanile, all'uscita di film italiani pregevoli e coraggiosi, o del tedesco Le vite degli altri (lo ha raccontato Natalia Aspesi sulla Repubblica). Io potrei raccontare la violenza percepibile negli spettatori all'uscita del messicano La battaglia del cielo, straordinario film che ha la caratteristica di non mostrare immagini patinate e innocue, né di offrire un lieto fine, ma di ferire lo spettatore con una magnifica, erotica inquietudine. Il contrario dell'anestesia.

Lontano anni luce non solo dal cliché dello scrittore impegnato, ma anche dalla "parte civile" di un Pier Paolo Pasolini, lo scollamento tra gli intellettuali e la politica ha assunto la forma salottiera di un marketing intellettuale, una banalizzazione delle idee che costituisce oggi il "pensiero da giornale" o da tv: una retorica grossolana fatta di "opinioni" che quanto più sono rozze e inconsistenti, tanto più il pensatore, pardon l'opinionista, si dà importanza gonfiandosi come soggetto dell'enunciazione ("io, io"). Il quale, mimetico come un camaleonte, si compiace di occupare lo spazio dell'arte e del pensiero in un mondo senz'arte e senza pensiero. A fare e risvegliare la politica basterebbe, sì, aprire gli occhi, cioè aprire il linguaggio e la percezione. E infatti colpisce, nelle parole di Bernardo Bertolucci (Cultura, la prola dimenticata, intervento pubblicato da la Repubblica lunedì 11 giugno, ndr), il richiamo a un'epoca - gli anni Settanta - in cui "le parole, i libri, i film venivano percepiti in maniera che chiamerei sensuale. In quel clima di straordinaria tensione creativa e morale e politica (...) gli occhi della gente reinventavano quello che ricevevano, elaborandolo, allungandogli la vita, rilanciando". Ma era appunto l'epoca - anni di carne, non anni di piombo - in cui la politica era dappertutto, anche nella vita privata. Tutto era politica, immaginazione, educazione.

L'ultima parola è la più importante. Oggi forse solo gli artisti - scultori, pittori, performer - sembrano all'altezza della drammaticità della sfida, e infatti l'arte contemporanea, nella sua ricerca più avanzata, coincide con una didattica dell'arte. All'anestetizzazione della vita politica (cioè della cittadinanza), alla vetrinizzazione sociale che nelle città ci trasforma tutti in clienti e consumatori, forse solo gli artisti sembrano consapevoli dell'intreccio tra "tensione creativa e morale e politica", spezzano a volte una continuità soffocante, e con le loro "opere pubbliche" ci turbano e ci emozionano e ci risvegliano risposte estetiche. Perché "l'opera d'arte è relazione", come ha detto splendidamente un'artista, Gea Casolaro, che nel nodo tra estetica, città, ambiente e vita quotidiana svolge, come tanti altri, il suo lavoro e la sua educazione civica.

Aprileon Line




Se apriamo gli occhi vediamo il compimento, quasi la saldatura di quanto temeva l'ultimo degli intellettuali civili italiani, Pier Paolo Pasolini: la perfetta omologazione nella noia, nella passività, nella volgarità e nell'anestesia. Se i politici di professione, quelli di sinistra, hanno una responsabilità (e ce l'hanno) è soprattutto questa: di avere ristretto la sfera della politica, esiliando la vita degli altri. Perché politica, proprio come cultura, non significa solo governare. Politica significa, e soprattutto, immaginare.

Tag: immaginazione,politica,sinistra

Stop alle donazioni

di RANX (20/06/2007 - 00:47) |


Basta donazioni ad Amnesty dissero da San Pietro. Aiuta le donne violentate e brutalizzate ad abortire. Che ignominia! Sia Mai! Salva vite umane. Si batte perchè altre siano salvate da morte e tortura. Ma permette a queste donne ragazzine bambine di non dovere soffrire delle sofferenze passate per il resto della loro vita. Gravissimo! Indegno! Amorale! Che soffrano le donne invece! Oggi e sempre! E soffrano anche gli uomini che quest’organizzazione - più o meno bene - cerca di aiutare. Soffrite! Questo il messaggio del Santo Padre.

da Oltreconfine di Federica Bianchi-blog l'Espresso

LA QUESTIONE E'

di RANX (20/06/2007 - 00:30) |



«Voglio dirle però con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli - come al solito - ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire». Enrico Berlinguer ad Eugenio Scalfari in quell'intervista del 28 luglio 1981 che non è più una semplice intervista, ormai, ma un pezzo di storia da studiare a scuola. In quell'incontro, alcuni di voi ricorderanno, Berlinguer metteva pesantemente sotto accusa il sistema dei partiti e sottolineava la "diversità" dei comunisti ma anche il rischio che questa diversità si perdesse. Una "superiorità" su cui, nei decenni successivi, furono in molti ad ironizzare. E che, ancora qualche giorno fa, Vittorio Feltri, rispolverava in tv sostenendo che la superiorità morale della sinistra - come si vede dalle intercettazioni D'Alema-Consorte, ha detto - è un bluff.
L'attuale crisi politica è stata recentemente e da più parti paragonata al periodo di Tangentopoli, quando il sistema politico salta e si passa dalla prima alla seconda repubblica - roboante passaggio terminologico che avrebbe meritato miglior contenuto, per la verità -. Ma forse converrebbe guardare più indietro, proprio agli anni Ottanta, all'inizio di una fase irreversibile ed incontrollabile della vita partitica italiana. Fu allora, probabilmente, che quei poteri forti di cui oggi tutti avvertono il fiato sul collo, cominciarono ad accarezzare l'idea di poter "prendere" tutto il potere" nella nostra società. Gli anni Ottanta furono gli anni della disillusione politica, anni in cui si affermò il principio che quello capitalista fosse il migliore dei mondi possibili. Con pochissime sacche di resistenti: ricordo, per tutti, il movimento contro le basi di Comiso anche perché fra pochi giorni, il 20 giugno, saranno tre anni dalla morte di Tom Benetollo che di quel movimento fu una delle anime più sensibili e lungimiranti. Negli anni Ottanta furono poste le premesse perché la "questione morale" lungi dall'essere superata con Tangentopoli, bloccasse come una ganascia il sistema politico italiano.
Antonella Marrone-Liberazione del 19/06/07

nel silenzio....

di RANX (20/06/2007 - 00:01) |

UNA VOLTA TANTO ANCHE GLI STRISCIONI....


L’udienza preliminare si terrà il 20 giugno 2007, alle ore 09,00 presso il Tribunale di Ferrara.



Ci sono le prove dei falsi compiuti quella mattina e nei tempi successivi da chi era deputato all’indagine!

Una nota del Capo della Mobile Pietro Scroccarello, datata 5 febbraio 2007, evidenzia la contraffazione del registro degli interventi "113". Trascrivo alcuni passaggi:

"…Lo scrivente in data odierna…ha avuto accesso, per la prima volta, al registro degli interventi "113", relativi al periodo oggetto d’indagine, fino ad oggi custoditi nella cassaforte dell’U.P.G.S.P."

"…visionando il brogliaccio originale, lo scrivente ha avuto modo di constatare che l’intervento in via Ippodromo era inizialmente riportato nel "Foglio di intervento nr.686", anziché nel "Foglio di intervento nr.688", che è quello che, su richiesta della sezione di Polizia giudiziaria, fu trasmesso in copia conforme il 17 gennaio 2006.

DOVEROSAMENTE si deve rilevare, inoltre, che il foglio d’intervento riginale, annullato con dei segni trasversali a penna, è parzialmente difforme da quello poi trascritto nel "Foglio di intervento nr.688".

IN PARTICOLARE LA DIFFORMITA’ E’ RELATIVA ALL’ORARIO IN CUI E’ STATO DATO L’INTERVENTO"

E non basta. L’addetto della Questura "come da precorsa intesa telefonica" ha inviato all’ufficiale di PG, che collaborava con il primo pm dott.ssa Guerra, soltanto la copia autentica del foglio 688, il falso!

E, come ancora non bastasse, quest’ultimo non ha consegnato nulla all’attuale pm Proto, che quindi ha provveduto a ricostruire il fascicolo.

Ho altre informazioni da darvi. Ora non ho tempo, vado a dire tutto ai giornalisti. A fra poco.

ECCO L'INTEGRAZIONE.

Quei fogli di intervento sono completamente falsi. Oltre ai pasticci e alle correzioni non indicano alcune chiamate che sono invece citate nei verbali.

Oltre alle prove di falso sui fogli di registrazione delle chiamate al 113, che quindi lasciano aperto il dubbio su "quando" ci sia stata la prima chiamata di segnalazione, c'è anche il dubbio su "dove" si siano inizialmente incontrati i poliziotti e Federico. Spiego:

Agli atti del fascicolo risulta un'altra nota del Dott. Scroccarello indirizzata al pm Dott. Proto che nel testo dice: "...si è constatato che presso il locale Gabinetto di Polizia Scientifica sono tuttora conservati in congelatore alcuni reperti di sostanza ematica relativi al giovane ALDROVANDI. I medesimi vengono messi a disposizione della S.V. mediante deposito presso la Medicina Legale di Ferrara"

e nella nota di trasmissione:

"Si trasmettono i reperti organici costituiti da 7 dischi di carta sui quali sono state adsorbite piccole quantità di presumibile sostanza ematica ricavata da 7 macchie di sangue, rinvenute sul manto stradale, nel corso del sopralluogo per il decesso della persona in oggetto indicata"

TUTTO QUESTO EMERGE SOLO IL 12/2/2007!!!

Come mai tutto questo materiale è rimasto in un cassetto? E soprattutto: DOVE, IN QUALI PUNTI PRECISI E' STATO RACCOLTO QUEL SANGUE?? Perchè non è stato consegnato prima con le fotografie precise di dove erano quelle tracce? Sappiamo che ne sono state rinvenute anche ad un centinaio di metri dal luogo dell'omicidio. Perchè nel fascicolo che è arrivato nelle mani del pm Proto non c'era traccia di tutto questo?

Dunque: questi documenti parlano di falsi compiuti in Questura in quei primi tempi. Azioni volte a nascondere i tempi e i luoghi dell'intervento. Queste azioni non sono state compiute dai 4 agenti, ma da altri in Questura.

Abbiamo le prove di gravi omissioni e falsi. Siamo legittimati a pensare che, se questa è stata la loro scelta, molto altro sia stato falsificato o nascosto.

Visto che la documentazione è agli atti di un fascicolo in Procura, mi aspetto che la Procura stessa abbia già aperto un'indagine sull'operato dei rappresentanti delle istituzioni in quel periodo. Vogliamo crederci. Speriamo che sia così, che ci sia chi inchioda le persone alle proprie responsabilità.


Cari genitori di Federico, spero che un giorno possiate, se non altro,  vedere  ristabilita' la verita'  e  restituita la piena dignita' che voi e  vostro figlio meritate... grazie  per le parole che solo una mamma sa' esprimere nei confronti di cio' che ha di piu' caro.. ci meritiamo sicuramente un mondo migliore  e non smetteremo mai di contribuire a  costruirlo.


"quello che sarebbe stato il 20° compleanno di Federico....

Lo posso solo immaginare come sarebbe stato... il mio bambino bellissimo, il mio più grande orgoglio insieme a suo fratello."


 

 



 


grazie a chi ha messo i filmati su internet. Non so chi sia stato ma grazie grazie grazie di esserci.

i primi due sono tg3 e tg1 di ieri, gli altri sono filmati bellissimi che hanno fatto persone con gli occhi aperti. C'è un mondo fatto di persone fantastiche, non lascerò che ci tolgano il futuro. Vi abbraccio tutti.

http://www.youtube.com/watch?v=BGodp-tmZ1o

http://www.youtube.com/watch?v=kGwEpE1ZwZo

http://www.youtube.com/watch?v=ixPX9lz3Ro4&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=uL5uMljqmjM&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=uL5uMljqmjM&NR=1

e l'ultimo di Paolo Bertazza: PANNI SPORCHI registrato il 30 maggio 2007 dopo la scoperta degli atti falsificati

http://www.youtube.com/watch?v=RYzWUjnowrg

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