Ciao sono RANX
Vedi il mio profilo


Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

CONTROPOTERE PRATICABILE

di RANX (31/07/2008 - 00:49) |

E' bene ragionare di politica con un coinvolgimento anche emotivo, perché la politica senza l'anima è una cosa fredda ed inutile; ma occorre tuttavia mantenere la mente fredda, ed evitare che i sentimentalismi prevalgano sulla ragione, per difficile e doloroso che sia.

Metto "i piedi nel piatto", come si usa dire: io considero esaurita per sempre la fase dei "partiti della sinistra" come li abbiamo avuti e vissuti noi che abbiamo oggi dai quarant'anni in su (non importa quanto in su). Io credo (come mi è capitato di dire più volte, in questi giorni) che il bisogno di sinistra deve ormai trovare forme diverse di rappresentanza: diverse dai contenitori che abbiamo conosciuto, perché in un mondo totalmente cambiato nulla può rimanere pervicacemente inchiodato a com'era. Né bastano le buone intenzioni ed i nobili motivi, che nutrono gran parte di coloro che di questi temi si fanno carico, a poter tenere in vita (se non per breve tempo, e con effetti nulli sulla realtà del divenire socio-economico) le forme del passato. In un'epoca di transizione quale quella che viviamo, caratterizzata da un altissimo tasso di accelerazione (che è più importante ancora della velocità, poiché alta accelerazione vuol dire velocità sempre maggiore, cambiamenti sempre più rapidi), gli organismi o trovano il modo di "evolvere" o muoiono per sempre: vale per gli organismi di ogni tipo, non solo quelli biologici. Ciò vuol dire, secondo me, una cosa semplicissima a dirsi ma di una gigantesca difficoltà a farsi: per conservare la vita, bisogna cambiare la forma e le caratteristiche, come appunto le teorie evolutive ci hanno insegnato. E quindi: per tenere in vita le idee della sinistra - ciò che io considero assolutamente vitale, indispensabile, unica alternativa alla barbarie generale - occorre che queste siano rappresentate in modo nuovo, diverso da quello delle fasi storiche precedenti. Non è facile dire come, ma sono certo che è così: il "come" rappresenta il campo di ricerca su cui già non pochi si sono incamminati.

Questo non è stato capito dai vari soggetti, ciò che ne resta, della sinistra novecentesca (non solo dai loro ceti dirigenti, ma anche dalla base), che si attardano in forme vetuste e che io considero ormai antistoriche: vale per SD e Verdi (che forse - specialmente i primi - nutrono ambizioni troppo sperequate rispetto alla "massa" reale di cui dispongono); e vale, forse ancora di più, per i soggetti più fortemente "identitari", quali il PdCI ed il Prc di Ferrero, come esce da Chianciano.

Una considerazione è forse utile, poiché si sentono aleggiare qua e là previsioni assolutamente di fantasia: guai a coltivare (come è stato fatto spesso, nella storia della sinistra) ipotesi "crolliste". E' vero che il capitalismo attraversa difficoltà grossissime, ma è ben lungi dall'essere in pericolo di vita. Mena colpi, ma non sono quelli della bestia morente. D'altra parte c'è un fatto, che può sembrare clamoroso e scandaloso a dirsi da chi si proclama di sinistra ed antiliberista, ma che riflette l'assoluta realtà: oggi il crollo del sistema capitalistico significherebbe null'altro che la distruzione totale, poiché non esistono alternative già praticabili. Ma è proprio per questo che non avverrà: ha ragione Giorgio Ruffolo, nel dire che "Il capitalismo ha i secoli contati". Ed è ugualmente per questo che le disuguaglianze e le sofferenze, nel mondo, forse addirittura aumenteranno: così accade quando il potere non ha limiti ai quali sia costretto ad attenersi, come abbiamo visto negli ultimi vent'anni. Bisogna costruirlo, un contropotere praticabile. E questo non può avvenire "in un paese solo", per riprendere una frase che appartiene alla nostra storia.

Un compito immane, che va compiuto guardando in avanti e non all'indietro. Se davvero vogliamo mantenere in vita le istanze di un mondo più giusto, più equo, più....tutto (più "di sinistra", diciamo pure), dobbiamo conservare sì le nostre idee ed approfondirle, conquistando nuovi metodi di analisi e cercando di capire sempre più e sempre meglio il mondo che ci circonda, ma senza illudersi che ricette applicate in situazioni diverse - sia storicamente, che socialmente, che economicamente, che geograficamente - possano valere ancora oggi: ché andremmo incontro al destino dei dinosauri.

C'è da spaurirsi, di fronte all'enormità del compito, tanto superiore alle possibilità ed alle energie dei singoli: ed è per questo che occorre cercare di stare il più possibile insieme ad altri, in questa ricerca. Apportando ciascuno le proprie capacità, esperienze e conoscenze, ma senza che nessuno presuma di essere "più uguale" degli altri, pur nell'ovvia differenziazione delle caratteristiche individuali. Un esercizio di umiltà che farà bene soprattutto a chi sarà capace di praticarlo.

Vota questo post


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)