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MONOCOLORE

di RANX (20/04/2009 - 22:33) |



autore:
vittoria oliva
lo Stato li fa e poi...li accoppia

Che vi dobbiamo dire? grazie a tutti !grazie alla casa della libertà e al governo ombra?
grazie alla proposta di legge che istituisce l'ordine del tricolore che sarà attribuito tanto ai partigiani come ai repubblichini di Salò.
Pari dignità fra chi fu deportato e chi deportò, fra chi fu torturato e i torturatori.
Bene avete fatto bene per me a dimostrare cosa è in effetti la democrazia borghese!
testo integrale qui, come primo firmatario un socialista.
Più chiaro di così cosa è la democrazia borghese!

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriT...

Ma poi un ORDINE tricolore è solo e sempre un ORDINE.. I disordinati non portano il tricolore è stato un cammino lungo cosparso non di violette ma di... Violante ed affini, alla faccia della Volante Rossa.
un cammino lungo proprio

E nei giorni della lotta
rosso era il mio colore
ma nell'ora del ricordo
oggi porto il tricolore.

Tricolore è la piazza
tricolori i partigiani
«Siamo tutti italiani»
«Viva viva la nuova unità».

E che festa e che canti
e che grida e che botti
e c'è Longo e c'è Parri
e c'è anche Andreotti.

E c'è il mio principale
quello che mi ha licenziato
quello sporco liberale
anche lui tricolorato.

Mi son tolto il fazzoletto
quello bianco verde e rosso
ed al collo mi son messo
quello che è solo rosso.

E mi hanno dato del cinese
mi hanno detto "disfattista"
ho risposto secco secco
«Ero e sono comunista».

Ieri ho fatto la guerra
contro il fascio e l'invasore
oggi lotto contro il padrone
per la stessa libertà.

E se vi va bene il liberale
con Andreotti e il tricolore
io vi dico «Siete fottuti
vi siete fatti incastrar».

E mi hanno dato del cinese
mi hanno detto "disfattista"
ho risposto secco secco
«Ero e sono comunista».

La lotta la memoria non si cancella non si mette in Ordine tricolorato.

http://www.youtube.com/watch?v=ceCDSH_cyps&feature=rel...
La vostra repubblica di Salò sarà sconfitta definitivamente alla fine.
buon matrimonio!

http://www.youtube.com/watch?v=K58f0zEvmjk

vittoria
L'avamposto degli incompatibili
www.controappunto.org

ULTIMA TAPPA

di RANX (17/02/2009 - 23:37) |





di Lorenzo Chiavetta-art.21 liberainformazione

Manca solo il presidenzialismo: Berlusconi ha realizzato il Piano di rinascita democratica della Loggia P2
La Loggia P2 non ha mai cessato di esistere. I vari Berlusconi, Cicchitto e Costanzo, per fare qualche nome, sono tutti lì, ai loro posti. Nessuno ha pagato a pieno per l’appartenenza al piano criminale che vedeva al proprio vertice il “maestro venerabile” Licio Gelli. In un qualsiasi altro Paese del mondo, la presenza di tali signori sul palcoscenico politico-mediatico, avrebbe suscitato sull’opinione pubblica un totale disprezzo. In Italia, invece, è la normalità.
Ma c’è qualcosa di peggio che gli Italiani sembrano ignorare: la realizzazione, da parte del nostro attuale premier, dei punti cruciali del Piano di rinascita democratica previsto dall’ordinamento della loggia massonica. Ecco di seguito i punti realizzati.
Il Piano prevedeva “l’ installazione di tv via cavo capace di controllare l’opinione pubblica media del paese”. Lo stesso Licio Gelli ha più volte affermato che “il vero potere risiede nella mani dei detentori dei mass media”. Per notare come si è arrivati alla realizzazione di questo punto, basti vedere il percorso “televisivo” della tessera 1816 gelliana, ovvero il “muratore” Silvio Berlusconi. L’imprenditore lombardo, verso la fine degli anni ’70, rilevò dalle mani dal politico Giacomo Properzi “Telemilano cavo”, ribattezzata poi in “Telemilano”, “Telemilano 58” ed infine “Canale 5”. Ma non è tutto. Il controllo, secondo il Piano di rinascita, doveva estendersi anche alla carta stampata: “è necessario individuare un gruppo di giornalisti scelti, ai quali, una volta acquisiti, dovrà essere affidato il compito di simpatizzare per gli esponenti politici come sopra prescelti e in un secondo tempo occorrerà acquisire alcuni settimanali di battaglia, coordinare tutta la stampa provinciale locale attraverso un’agenzia centralizzata, coordinare molte tv via cavo con l’agenzia per la stampa locale e infine dissolvere la Rai tv in nome della libertà di antenna ex articolo 21 della Costituzione”. La sfrontatezza di Berlusconi si evince anche dal fatto che il documento massonico è stato scoperto nel 1982 ma lui ha proseguito il suo piano di attuazione senza fermarsi, fino ad arrivare ai giorni nostri. Negli anni Ottanta, il numero delle sue televisioni salì arrivando a quota 3, complice anche il decreto dell’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, che di fatto salvò le tv illegali del Cavaliere. Verso la fine dello stesso decennio, scoppiò inoltre la cosiddetta “Guerra di Segrate”, che vedeva contrapposti il padrone della Fininvest e Carlo De Benedetti per il controllo della Mondadori. Dopo un arbitrato extragiudiziario che dava ragione all’ingegnere torinese, Berlusconi si ribellò, impugnando l’arbitrato di fronte la Corte d’Appello di Roma. Il giudice relatore, Vittorio Metta, stavolta diede ragione al Cavaliere. Ma, come appurato dalla sentenza della Corte di Cassazione del 2007, Berlusconi otterrà il controllo del colosso editoriale italiano solamente grazie alla corruzione del sopracitato giudice Metta, avvenuta ad opera di uno dei tanti avvocati di cui dispone: Cesare Previti, futuro ministro del primo Governo Berlusconi, il quale subirà diverse condanne ma che oggi è fuori grazie all’indulto (è in affidamento ai servizi sociali). Alla sentenza di Roma, seguirà poi un ulteriore arbitrato di Giulio Andreotti, il quale troverà una sorta di accordo di transizione: “Repubblica”, “L’Espresso” e alcuni giornali e periodici tornano a De Benedetti mentre tutto il resto rimane a Berlusconi. Così “Panorama”, “Epoca” e tutto il resto della Mondadori entrano a far parte di Fininvest, insieme ovviamente alle reti Mediaset. Infine, l’uomo di Arcore, dopo la “discesa in campo”, piomba nella redazione de “Il Giornale” (di cui era il padrone da tempo), mettendo in atto la strategia mediatica della P2: scendere in politica garantendosi l’appoggio immediato dei media acquisiti. Il resto poi lo fece Montanelli, il quale con onore decise di non sottostare alle direttive del padrone e di andare via. In tutto ciò, si realizza in maniera indiretta un altro piccolo punto del Piano: “i giornalisti scomodi devono essere fatti oggetti di censura”. Per la realizzazione diretta, bisognerà aspettare ancora qualche anno con la radiazione dal piccolo schermo dei vari Santoro, Guzzanti, Luttazzi e Biagi.

Una volta divenuto Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi può finalmente proporre gli altri punti del Piano di rinascita: uno su tutti la riforma giudiziaria, con la separazione della due carriere requirente e giudicante, di cui si è parlato molto in tempi recenti. O ancora il predisporre degli esami psicoattitudinali preliminari per intraprendere la professione del magistrato (come dimenticare la definizione che diede l'arcorese dei magistrati: “persone mentalmente disturbate”).
Poi abbiamo il rilancio del nucleare, espressamente previsto dalle direttive della propaganda P2. Addirittura, anche la proposta di utilizzare l’esercito nelle strade era già scritta nell’organo gelliano: "così è evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle rispettive centrali direttive soltanto alla condizione che la magistratura li processi e li condanni rapidamente, inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda”.
Altra sottolineatura del Piano: convivenza di due soli grandi allineamenti politici, uno di destra e uno di sinistra. Se si analizza il cosiddetto “veltrusconismo” (termine tanto caro a Beppe Grillo) che si è venuto a formare oggi, con Pd e Pdl, l’obiettivo può considerarsi raggiunto.

Infine, l’ultimo punto, non ancora realizzato ma che rappresenterà il culmine della volontà della P2, è il presidenzialismo. A tal proposito, lo scorso 4 dicembre, intervistato da Klaus Davi, Licio Gelli affermava: “nel mio piano di rinascita prevedevo la creazione di una repubblica presidenziale, perché dà più responsabilità e potere a chi guida il Paese, cosa che nella repubblica parlamentare manca". Che il Cavaliere aspiri a diventare il futuro Capo dello Stato è ormai noto a tutti. Ma egli aspira a diventarlo solo dopo che l’Italia sarà diventata una repubblica presidenziale. Ecco una sua dichiarazione del 20 dicembre scorso: “...sono convinto che il presidenzialismo sia la formula costituzionale che può portare al migliore risultato per il governo del paese. L'architettura attuale non permette di prendere decisioni tempestive e non dà poteri al premier”.
E' inevitabile non concludere con una dichiarazione del “maestro venerabile”, risalente al 2003, che dovrebbe far riflettere gli Italiani: ”ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza ed è un dialogo che mi inquieta. Guardo il Paese,leggo i giornali e penso: ecco qua e tutto si realizza poco a poco, pezzo per pezzo. Forse si, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto 30 anni fa in 53 punti”. Che dire...
A 30 dalla creazione di quel piano, i risultati si stanno ottenendo.

 

EL CONDOR

di RANX (29/12/2007 - 00:33) |








José Luis Tagliaferro
Anche in America Latina sono in corso processi simili a quello di Roma. Nel 2001 in uno di questi, il magistrato federale argentino Rodolfo Canicoba Corral, ha sollecitato formalmente il governo Usa a facilitare l'interrogatorio di Henry Kissinger nell'ambito del processo sulla Operación Cóndor di Buenos Aires. Da allora l'ex-segretario di Stato non mise più piede in Argentina per sottrarsi alla giustizia. Trovò, invece, il tempo di tornare spesso in Italia, dove è stato ricevuto anche da Benedetto XVI e proposto di far parte dei suoi consulenti di politica estera.
L'Agente dell'Fbi Robert Scherrer il 28 settembre 1976, lasciò scritto in cosa consisteva il tutto: «L'Operazione Condor è il nome in codice per l'individuazione e l'interscambio dei cosiddetti "sinistrorsi" comunisti o marxisti, instaurata tra i servizi segreti dell'America del Sud. Il passaggio più concreto implica la formazione di squadre speciali dei paesi membri con la facoltà di viaggiare ovunque nel mondo con il compito di castigare e assassinare i terroristi e chi li appoggiano». Questa è la Storia. I superstiti la raccontano, gli archivi la confermano.
E oggi in America Latina non solo ci si rende consapevoli della propria storia, ma si reagisce nel migliore dei modi. Da una parte, nonostante siano liberi e in giro per le diverse città migliaia di assassini-torturatori perfettamente individuati, la vendetta individuale non ha avuto seguito. La vera vendetta è collettiva: ripudio sociale e sguardo verso un nuovo protagonismo della popolazione, un nuovo socialismo. Le difficoltà sono molte, basti pensare alle pratiche controrivoluzionarie, alla disinformazione messa in pratica con i vecchi sistemi e le nuove tecnologie.Dall'altra parte assistiamo proprio in questi giorni all'Operazione trasparenza in cui Venezuela, Argentina, Brasile, Cuba, Bolivia ed Ecuador, in collaborazione con la Francia, cercano di avviare un processo di Pace con lo scambio dei prigionieri in Colombia.
La grande speranza per l'America Latina oggi ha trovato radici feconde nella lotta e nel sacrificio dei sacerdoti della teologia della liberazione, nelle donne che lottano, nelle culture indigene opposte alla logica del mercato, nel pensiero e nell'azione di Bolívar, Artigas, San Martín rf Ernesto "Che" Guevara. Un percorso fertile per un nuovo Socialismo, quello del XXI Secolo. La risposta più viva e forte contro la negazione della memoria di ieri e dell'altro mondo possibile oggi.

AMMUTINAMENTI

di RANX (24/10/2007 - 00:24) |

di Gianni Caroli - Megachip

Pochi lo sanno e nessuno lo scrive, ma c' è una grande novità in Europa: la Francia Tricolore, quella innamoratissima di Sarkozy secondo i “media”, si è totalitariamente ribellata al suo nuovo caporal-maggiore, seppure non sia còrso come il predecessore di due secoli fa.

Di quello, cioè Napoleone Bonaparte, ha certo vocazione alle guerre rivoluzionarie per il “regime change”, così in voga ancor oggi (e infatti si “rivaluta” perfino Gengis Khan). Come pure lo furono sette decenni fa, per opera di un altro concorrente a quell' ambito trono: imperatore del mondo.

Sarkozy allora, ha subito aderito all' appello di Bush per prepararsi alla guerra contro l' Iran. Lo ha dichiarato espressamente il Ministro degli Esteri Bernard Kouchner, che fu l' uomo della guerra alla Jugoslavia nel 1999. Instancabile propagandista, durante il mandato Ue di Commissario ai “Diritti Umani”, finalmente la realizzò. Tanto più preoccupante quanto più verosimile.

Anche sul piano interno, naturalmente, il bravo Nicholas, così confidenziale ai teleschermi, fa il diligente blairiano-liberista: subito la “riforma” delle pensioni speciali, quelle anticipate di tre anni (37 di contribuzioni continuate, anziché 40: non uno scherzo) che consentono una vecchiaia più dignitosa per le categorie maggiormente usurate da lavori duri: ferrovieri, eléttrici, energétici ecc.

Amputarne i diritti necesse est, manco fosse Cartagine, per azzerare il deficit come dogma liberista impone.
E sorvoliamo pure sul fatto che in queste settimane e mesi le banche centrali, dall' Europa agli Usa passando per l' Inghilterra (qui incluso lo Stato: proprio il Ministero del Tesoro, liberisticamente, salverà Northern Rock dal fallimento) stiano profondendo centinaia di miliardi di euro, sterline e dollari, e tutti a spese nostre, nel salvataggio di fondi speculativi e banche fraudolente, che li piazzavano a clientela ignara del contenuto (i wurstel-bond, i mutui sub-prime, i derivati ecc.). Quelli sono diritti che non si scherza su !

E sorvoliamo ancora che tutto ‘sto frugare nei portafogli magri, finisca ad ingrassare il deficit degli Usa, che su quello ci campa addirittura (solo i ricchi però: per gli altri il “sogno” è diventato un incubo. La casa pignorata a valore “zero”, ma il mutuo da onorare fino in fondo), e fa pure le guerre a tutto il mondo.

Non bisognava ridurlo anche lì? A te sì, a me no. Lo Stato-guida funziona a liberismo alternato, come la corrente nei rasoi elettrici.

A tutto questo spròlogo, la Francia ha detto: no.

Uno sciopero generale delle categorie coinvolte, proclamato in coesa unità da tutti i sindacati, è riuscito totalitariamente, paralizzando i trasporti di città e regioni, da Parigi a Marsiglia, con incredibile quantità di manifestanti in piazza ed in corteo, dalle bandiere più variopinte. Centinaia di migliaia di francesi, inclusi i cittadini più disagiati dal blocco dei trasporti, hanno solidarizzato con gli scioperanti: la loro battaglia, contro la privazione dei diritti, è anche la nostra!

Una bella mazzata per “N” all' Eliseo: che era certo di convincere i citoyens, con le buone o le brutte, a trangugiare questa aranciata amara, che sa proprio di fiele.

Ma i francesi si sa, sono teste calde di tradizione . José Bové, l' impavido

agricoltore-sovranista, e partigiano anti-ogm di Monsanto e Dupont, non è un caso isolato ma un archétipo.

Al contrario degli italiani, sempre costretti a discutere di “modelli” importati: chi lo vuole tedesco, chi spagnolo, come ieri francese: ma vada come vada, oggi il modello unico è sempre “amerikano”.

Se tutto questo accade, l' importante è evitare il “contagio”.

Così una strettissima profilassi è stata adottata da tutti i tele&giornali, trasportatori di conoscenze ed idee. In questo grave caso inclusi i satellitari di Murdoch&companies.

“Nicholas e Cecilia: divorzio !”

Sparavano “à la une” solo questa notizia: Sarkozy infatti, con un comunicato dell' Eliseo reso noto il giorno dello sciopero, fa da primo violino, dando il “la” all' orchestra che esegue sempre lo stesso spartito. Con quale sintonia !

Lo sciopero è passato negli esteri (sui giornali francesi negli “interni”), boxino a pag. 37: “Sciopero in Francia contro la riforma pensionistica”, con i comunicati sindacali.

Questo è quanto. Ma chi ha potuto, perché sa “navigare” con bussola e astrolabio (viceversa ti perdi), si è informato su Internet. Pochi, rispetto all' enorme massa dei lettori di carta-piombata: un diluvio mellifluo di gossip rosa (come era vestita Cecilia, chi è la nuova amante di Nicholas) che intanto, mentre tu ti commuovi, il direttore ti frega il portafogli.

Dunque è inutile dire a cui davvero prodest il disegno insano prodotto dal governo (e poi ritirato), di regolarizzare in via amministrativa i siti, e i blog di rete: spesso soltanto dei “brouillons” condivisi, degli appunti esternati, dei zibaldoni un po' narcisi, ma comunque preziosi. Pensate sottoporre Leopardi, prima di scrivere, agli “obblighi di legge”, registrazioni notarili e affini.

Ma a parte la poesia, in tanti casi la rete è il solo mezzo, necessario e indispensabile, per una informazione né “altra” o “alternativa”, ma solo vera e attendibile, che racconta i fatti come si sono svolti, a prescindere dagli interessi (sempre molto corposi: dal cemento in su) dell' editore.

E magari le idee, oramai proibite alla Fortezza Bastiani, in questo mondo libero in guerra contro il mondo.

  

PO-PU-LI-S-MO

di RANX (16/10/2007 - 00:40) |





Cos'è il populismo? Populismo significa appellarsi alla popolazione; è un'accusa grave se viene da chi guida l'opinione pubblica. Pensano che la popolazione debba essere tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici. Pensano che la popolazione dovrebbe essere spettatrice e non partecipe.
Secondo questo punto di vista è sbagliato provare a coinvolgere la gente nella gestione della cosa pubblica. Forse il più grande intellettuale USA del XX secolo, Walter Lippman, pensava che la maggioranza della popolazione fosse ignorante e inaffidabile; le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E' chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l'opposto di una democrazia funzionante. Penso che la vera democrazia sarebbe molto più efficace senza quelli che chiamiamo partiti politici, che funzionano solo come macchine per la produzione di candidati. L'unica forma di partecipazione è radunarsi ogni tanto e scegliere tra candidati e programmi che vengono presentati loro. Le persone sono escluse dalla formazione delle posizioni politiche dei candidati.
Alcune figure che sono in grado di raccogliere finanziamenti, il che vuol dire che sono "create" dal mondo economico, arrivano nelle città e dicono " Vota per me perché so io cosa fare" e la gente decide se votarli o meno. Una società democratica dovrebbe funzionare un po' diversamente. Cosa dovrebbe accadere in una democrazia vera? La gente si radunerebbe pubblicamente e deciderebbe quale politica preferisce e direbbe ai candidati: "Questa è la politica che desideriamo; se sei in grado di portarla avanti bene, altrimenti vai a casa" Questa sarebbe una democrazia effettiva, il che è molto lontano dalla situazione attuale. L'attività politica dei partiti ora consiste nel produrre candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione.
Un grande commentatore americano del XX secolo, John Dewey, evidenziò correttamente come "la politica è l'ombra che il potere economico ha posto sulla società". Sembra proprio così, e non è democrazia.
C'è una nuova battaglia da combattere: se Internet debba rimanere libera e gratuita, come lo è se rimane in mani pubbliche, o se debba essere controllata. Controllare Internet non è facile ma ci sono i modi per farlo. Ci sono pochi sistemi per accedere alla Rete: se venissero privatizzati li vorrebbero controllare. Questa è una delle più grandi battaglie negli Stati Uniti, ora."

Noam Chomsky

MOSCHE SUL NASO

di RANX (13/10/2007 - 12:32) |

di RICK WEISS
The Washington Post-la Repubblica
Traduzione di Anna Bissanti



Una mosca meccanica creata da Harvard Microrobotics. Apertura alare di 2 cm, pesa meno di un grammo




NEW YORK - Vanessa Alarcon li ha visti per la prima volta il mese scorso, nel corso di una manifestazione contro la guerra a Lafayette Square. "Ho sentito qualcuno esclamare: "Santo cielo, guardate là"". Così ricorda la studentessa di New York all'ultimo anno di università. "Ho alzato lo sguardo e mi sono chiesta che cosa fossero... sembravano libellule o elicotteri in miniatura. Di certo, però, non erano insetti". Bernard Crane, avvocato di Washington, era anche lui tra la folla. "Mai visto nulla del genere in vita mia. Erano troppo grandi per essere libellule".

Questi sono soltanto alcuni tra i tanti avvistamenti avvenuti nel corso di recenti avvenimenti politici a Washington e New York. In molti sospettano che si possa trattare di droni (veicoli aerei telecomandati, Ndt) a forma di insetto, strumenti hi-tech di sorveglianza messi forse a punto dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. Altri, invece, pensano che dopo tutto non sono altro che libellule, un'antica specie di insetti che perfino i biologi concordano essere molto somiglianti tanto a robot che a piccole creature.

Nessuna agenzia ammette di aver messo a punto droni spia delle dimensioni di un insetto, ma molteplici agenzie governative ed enti privati degli Stati Uniti effettivamente hanno ammesso che ci stanno provando. Alcune società di ricerca sovvenzionate con fondi federali stanno perfino allevando insetti vivi nei quali sono stati inseriti chip elettronici. Gli insetti robot - in inglese "robobug" - avrebbero la possibilità di seguire i sospetti, di guidare sul bersaglio i missili o di perlustrare le macerie degli edifici crollati alla ricerca di sopravvissuti.

A onor del vero, la Cia aveva messo a punto una libellula spia già negli anni Sessanta, e perfino gli scettici ammettono che un'agenzia potrebbe realmente essere riuscita in gran segreto a rendere una cosa del genere operativa e funzionale. Velivoli robot sono usati dall'esercito sin dalla Seconda guerra mondiale. Dai documenti del Dipartimento della Difesa emerge che sono oggi in uso un centinaio di modelli diversi, alcuni piccoli come uccellini, altri delle dimensioni di un piccolo aereo.

Nonostante tutto, però, passare dalle dimensioni di un uccellino a quelle di un insetto non è soltanto questione di dimensioni più minuscole. È soltanto in tempi molto recenti che gli scienziati sono infatti pervenuti a comprendere fino in fondo in che modo gli insetti riescano a volare, un'impresa biomeccanica che, nonostante tutti quanti ne siamo testimoni oculari, per decenni è stata ritenuta "teoricamente impossibile".

Risale soltanto a un mese fa la scoperta, effettuata da alcuni ricercatori della Cornell University di come le libellule regolino il movimento delle loro ali anteriori e posteriori per risparmiare energia quando si librano in volo. Problema che gli esperti di robotica non riescono invece a risolvere in quanto i loro velivoli (almeno quelli conosciuti) tendono a consumare molta energia e necessitano quindi di batterie molto grandi e pesanti.
La Cia è stata tra le prime ad affrontare il problema.

L'insectothopter, messo a punto dall'ufficio Ricerche e Sviluppo della Cia trenta anni fa, era in tutto e per tutto simile a una libellula e conteneva un minuscolo motore a benzina in grado di azionare quattro ali. Era in grado di volare, ma alla fine fu considerato un insuccesso perché non era riusciva ad affrontare i venti di traverso. Che il Dipartimento della Difesa sia impegnato a cercare di mettere a punto una cosa del genere pare però pressoché assodato. Alcuni ricercatori stanno inserendo alcuni chip nelle pupe delle falene - lo stadio intermedio tra il bruco e la farfalla adulta in grado di volare - per far sì che si schiudano "falene cyborg" perfettamente sane.

Ma c'è anche chi prendendo ispirazione dalla Cia, sta cercando di costruire velivoli in grado di volare con carburanti chimici piuttosto che a batteria. L'Entomopter, ancora nelle fasi iniziali di sviluppo presso i laboratori del Georgia Institute of Technology, simile a un aereo giocattolo più che a un insetto, trasforma il combustibile liquido in gas bollente, che aziona quattro ali che battono e attrezzature varie.

Anche se un giorno tutte le difficoltà e gli ostacoli tecnici dovessero essere superati, i micro-velivoli dalle dimensioni di un insetto saranno sempre un investimento rischioso. "Possono essere ingoiati da un uccello, rimanere impigliati in una ragnatela. Per quanto intelligente possa essere se un uccello arriva a 30miglia orarie non c'è modo di evitarlo. Insomma non sono utilizzabili per operazioni di spionaggio".

Ma allora, che cosa hanno visto Crane, Alarcon e qualche altro manifestante presente alla marcia di Washington? E che cosa vide nel 2004, durante la Convention Nazionale Repubblicana di New York, un osservatore - forse un manifestante paranoico che marciava per la pace - che descrisse su Internet una "libellula nera immobile nell'aria a una trentina di metri d'altezza, nel bel mezzo della Settima strada, che pareva fissarci"?

Con ogni probabilità, secondo Jerry Louton, entomologo del Museo Nazionale di Storia Naturale, hanno visto delle vere libellule, se si tiene conto che Washington ospita alcune specie di grandi dimensioni e decorazioni spettacolari, che possono lasciare sbalorditi. Ma in realtà ci sarebbero anche alcuni dettagli che secondo lui non quadrano affatto. Tre distinte persone presenti alla dimostrazione di Washington hanno descritto una fila di sfere, dalle dimensioni di piccole bacche, attaccate alla coda delle grandi libellule - un'attrezzatura che Louton non riesce a spiegarsi. Oltre tutto hanno anche riferito di aver visto almeno tre libellule far manovra all'unisono e "le libellule non volano mai in gruppo".

Mara Verheyden-Hilliard di Partnership for Civil Justice ha detto che il suo gruppo sta svolgendo indagini sulle dichiarazioni dei testimoni e ha presentato una richiesta formale di informazioni con il Freedom of Information Act inoltrata a svariate agenzie federali. Secondo lei, se simili dispositivi dovessero essere usati per spiare gli attivisti politici si tratterebbe di una "significativa violazione dei diritti civili della popolazione".

lavoro usurante.....

di RANX (05/05/2007 - 17:33) |





Non si può certo dire che la Chiesa cattolica non ce la stia mettendo tutta. E che non stia cercando di forzare la mano alla classe politica italiana con un impegno che sarebbe meglio impiegare in una campagna capace di fare un po' di sacrosanta pulizia dove ce ne è più bisogno, vale a dire al proprio interno. Fortuna, verrebbe da dire, che nonostante tutto siamo in Europa, e che l'influenza dei preti romani, al di là delle Alpi, è vissuta con meno soggezione e più distacco che non da noi. Dove non c'è politico (escluso forse l'ex anarchico Boselli, al quale qualcosa deve pur essere rimasto addosso!), che non si sforzi di mostrare una devozione filiale e rispettosa non solo per le assillanti dichiarazioni papali, ma anche per l'ultima berciata dell'ultimo parroco di campagna.
E si intende che non stiamo parlando solo della lobby cattolica che si è spalmata trasversalmente in tutti (ma proprio tutti) i partiti, ma anche degli inverecondi eredi di quella tradizione laica e anticlericale che in passato riuscì ad ottenere qualche risultato nell'arginare la bigotta e spregiudicata invadenza d'Oltretevere. Fortuna che siamo in Europa, dicevo, e anche se come anarchico non posso né voglio, certo, legittimare una istituzione sovrastatale quale è il Parlamento europeo, tuttavia non nascondo un po' di soddisfazione nel vedere come a Strasburgo ogni tanto compaia qualcuno intenzionato a non cedere di fronte alla prepotente ingerenza del Vaticano.
Messa dietro le spalle, ormai, la famosa questione delle "radici cristiane", volutamente ignorate nella stesura della Costituzione europea, di recente è passata a larga maggioranza una risoluzione nella quale si stigmatizzano "i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali". E solo l'affannata mediazione della componente Popolare e dello stesso presidente dell'assemblea hanno impedito che in tale risoluzione comparisse, come richiesto da tre parlamentari italiani, il nome del presidente della Cei, cardinale Bagnasco, quale uno, se non il principale, di tali "dirigenti religiosi". Naturalmente non sono mancate le geremiadi delle gerarchie ecclesiastiche per questa risoluzione, né i te deum per lo scampato pericolo dell'indicazione, con nome e cognome, del buon Bagnasco.
È curiosa, effettivamente, la reazione del clero. Esattamente identica a quella di chi tira il sasso e nasconde la mano. Sono costantemente lì a lamentare presunte discriminazioni ma ormai non passa giorno, in una deriva parossistica e imbarazzante, che non escano dichiarazioni ecclesiastiche dure, offensive e volgari sui temi della famiglia, della sessualità, della libertà di pensiero e religiosa. È una campagna in piena regola, della quale tutti i preti devono essere, evidentemente, complici oltre che convinti, altrimenti non si spiegherebbe il sostanziale silenzio di quelli, fra loro, che in passato non mancavano, anche se saltuariamente, di far sentire un cauto e rispettoso dissenso riguardo alle posizioni più retrive e reazionarie dei vertici.
Oggi è chiaro che non è più così, e l'appiattimento sulle posizioni papali è sempre più evidente. Come è evidente la voglia di farla pagare a quegli italiani che a suo tempo votarono per il divorzio e per l'aborto, e che oggi vanno sempre meno in chiesa a far benedire la propria unione e hanno vedute un po' più larghe di quelle in uso nello stato pontificio. E quindi non c'è mattino che non si alzi un qualche prelato, più o meno paludato, determinato a passare la giornata offendendo, minacciando, ricattando a destra e a manca chiunque non si presti a fare propri i principi morali – anche se tanto morali non sembrano poi essere – della Chiesa. Con una violenza verbale sempre più accentuata, in un crescendo di acredine tanto grottesca quanto vergognosa.
E ce ne è per tutti. Per chi compie scelte sessuali diverse, per chi non si bagna le mani nelle acquasantiere, per chi decide di separarsi dal coniuge, per chi rifiuta di frequentare l'ora di religione, per chi ha deciso di interrompere una gravidanza, per chi insegue una gravidanza difficile, per chi ritiene che le proprie convinzioni morali non debbano essere condizionate da quelle del prete. Tanto per non fare esempi, è di pochi giorni la dichiarazione del teologo Angelo Amato, già sottopancia di Ratzinger alla Congregazione del Sant'Uffizio, che ha definito forme di "terrorismo dal volto umano" l'aborto, l'eutanasia, la pillola Ru 486, i laboratori dove si manipolano gli embrioni e i parlamenti che "approvano leggi contrarie all'essere umano". Se fossimo credenti, non potremmo non vergognarci di essere rappresentati da autorità del genere.
E invece no. E invece sempre più, anche fra i cattolici che una volta si definivano aperti al mondo o "di sinistra", il dettato pontificio, quanto più è duro e ultimativo, tanto più fa presa, riflettendosi nel comportamento passivo e accondiscendente di quasi tutto il ceto politico. Non a caso, dopo la risoluzione del Parlamento europeo, il cardinale Ruini ha potuto affermare, senza tema di smentite, che "in Italia possiamo essere ottimisti perché buona parte delle forze politiche e dell'opinione pubblica sono consapevoli dei valori degli italiani [evidentemente per il nostro i valori della chiesa coincidono necessariamente con quelli degli italiani in toto. NdA]. Qui, nonostante qualche pallottola di carta, andiamo abbastanza bene". E tanto perché sia chiaro che sta parlando a nuora perché suocera intenda, ecco spuntare, provvidenziale, una lettera inviata a Bagnasco con l'immancabile proiettile. Non si può escludere, certamente, il gesto del solito demenziale feticista delle armi, ma la puntualità di consegna dimostrata in questo caso dalle farraginose poste italiane non può non destare qualcosa di più che un sospetto. Tanto più è invadente e prepotente, infatti, tanto più diventa comodo, per la Chiesa, tornare a indossare l'aureola del martirio. E far così passare in secondo piano le drammatiche conseguenze che i suoi ordini ultimativi, fatti propri dai nostri legislatori, possono avere per milioni di cittadini.
Bravi, bravi davvero, questi parroci e curati!

MoM-Umanita' Nova

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