A seguito commento molto interessante al post precedente e' consequenziale questo....

Quanti conoscono la parola "Porrajmos"?
Porrajmos nella lingua dei Rom significa "divoramento" e indica la persecuzione e lo sterminio che il Terzo Reich attuò nei loro confronti.
Durante la seconda guerra mondiale vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo e dei suoi folli progetti di dominazione razziale. La storia dello sterminio degli zingari è una storia dimenticata e offesa dalla mancanza di attenzione di storici e studiosi: ancora oggi la documentazione risulta frammentaria e la relazione dei fatti lacunosa. Eppure l'argomento dovrebbe suscitare interesse anche solo per il fatto che la persecuzione degli zingari in epoca nazista risulta essere l'unica, ovviamente con quella ebraica, dettata da motivazioni esclusivamente razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e uccisi in quanto " razza inferiore" destinata, secondo l'aberrante ideologia nazionalsocialista, non alla sudditanza e alla servitú al Terzo Reich, ma alla morte. Ma proprio questo è il nodo centrale del problema. Per molto tempo dopo la guerra, infatti, lo sterminio nazista degli zigani non è stato riconosciuto come razziale ma lo si è considerato conseguenza - in un certo senso anche ovvia - di quelle misure di prevenzione della criminalità che, naturalmente, si acuiscono in tempo di guerra. Una tesi che trova fondamento nella definizione di " asociali" con la quale, almeno nei primi anni del potere hitleriano, gli zingari vengono indicati nei vari ordini e decreti che li riguardano. Come sappiamo, però, la terminologia nazista non è sempre esplicativa dei fatti: in questo caso il termine " asociale" viene usato per indicare coloro che, per diverse ragioni, non sono integrabili o omologabili col nuovo ordine nazionalsocialista.
In realtà, gli zingari furono perseguitati, imprigionati, seviziati, sterilizzati, utilizzati per esperimenti medici, gasati nelle camere a gas dei campi di sterminio(Freda potrai mai perdonarmi...si scherza eh!-n.d.a.-), perché zingari e, secondo l'ideologia nazista, " razza inferiore" , indegna di esistere. Gli zingari erano geneticamente ladri, truffatori, nomadi: la causa della loro pericolosità era nel loro sangue, che precede sempre i comportamenti. (Giovanna Boursier, in Zigeuner, lo sterminio dimenticato, Sinnos editrice)

Il Parlamento israeliano ha approvato il 18 luglio scorso, in prima lettura, una legge che autorizza la vendita delle terre demaniali solo agli ebrei. La legge è stata sostenuta dalla destra israeliana, partito nazionalista e religioso National Union, Kadima e Likud e vieta l'assegnazione delle terre del JNF (Jewish National Fund), il 13% delle terre di tutto lo Stato d'Israele, ai cittadini non ebrei.
Israele in questo modo ferisce una volta di più la democrazia, all'insegna della discriminazione e dell'Apartheid.
Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano israeliano Haaretz, la maggioranza schiacciante di 64 deputati ha votato a favore della legge, con soli 16 voti contrari, sebbene durante la discussione preliminare al voto nella Presidenza della stessa Knesset varie voci si erano levate contro tale provvedimento a causa del suo carattere discriminatorio ai danni dei cittadini arabi di Israele, e ne avevano chiesto l'annullamento, respinto però in seguito dal servizio legale del Parlamento con la giustificazione che "non c'è un esplicito riferimento razzista nella legge".
Come chiamare allora l'esclusione per i cittadini arabo-israeliani dai bandi per l'assegnazione delle terre, una politica praticata da anni dall'amministrazione israeliana e già condannata da una sentenza del 2004?
Come altro chiamare, se non razzista, questa legge definita proprio da alcuni deputati della Knesset come "abominevole", che serve solo ad istituzionalizzare la discriminazione nei confronti dei non-ebrei e legittima una democrazia su base etnica?
Questa legge è solo una delle tante espressioni di razzismo e discriminazione in atto in Israele, che continua a demolire le case dei suoi cittadini arabi, a espropriare illegalmente le loro terre, a sradicare i loro alberi.
E infatti a ragione sono insorti contro tale provvedimento i rappresentanti di Meretz-Yachad, il partito di sinistra impegnato sul fronte della giustizia sociale, che hanno visto nella legge il "vero volto del Governo" e lo spettro di uno "stato di Apartheid". Senza contare le reazioni dei partiti arabi Balad e Raam-Taal e di Hadash, arabi e ebrei di sinistra, che insieme denunciano il rischio di legalizzare "il furto di terre che dal 1948 è tuttora in corso ai danni degli arabo-israeliani". Il vero volto del Parlamento Israeliano non può essere quello di Uri Ariel, il radicale dei coloni primo sostenitore di questa legge, se non si vuole che l'aumento del livello di razzismo e la conseguente diminuzione del livello di democrazia, portino ad una seria accelerazione verso l'istituzionalizzazione dell'Apartheid e la cancellazione di ogni diritto.
Luisa Morgantini*
*Vice Presidente del Parlamento Europeo (GUE/NGL)

Il 2 luglio 2007, Mordechaï Vanunu è stato condannato dalla "giustizia" israeliana a 6 mesi di prigione e 6 mesi con rinvio per avere rotto la "sua promessa di silenzio", cioè non per avere espresso opinioni illegali, ma per essersi espresso!
Liberato nel
Dopo la sua liberazione, gli era stato vietato di lasciare il territorio e parlare con stranieri senza l'accordo della censura militare, poiché quest’ultima temeva che le sue prove su fatti tuttavia vecchi di oltre 20 anni potevano rilanciare la polemica sull'arsenale israeliano costituito in stretta collaborazione con il regime di segregazione sudafricano e sulla natura del regime sionista.
Ignorando le restrizioni che gli erano state imposte, Mordechaï Vanunu ha dato 6 interviste alla stampa straniera - di cui una a voltairenet.org.
Egli ha ribadito la sue prove, quello che aveva potuto vedere a Dimona, grazie alle responsabilità che aveva. È anche ritornato sulle condizioni del suo prelievo da parte del Mossad in Italia, nel 1986, e del processo tenuto ad porte chiuse, lontano dalle macchine fotografiche.
Soprattutto, ha espresso la sua analisi in merito alla dottrina nucleare israeliana che mira, secondo lui, non a dissuadere i suoi avversari, ma a mantenere un regime di segregazione.
Mordechaï Vanunu ha annunciato che farà appello della sua condanna.





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